| La più bella voce di tenore che l'Italia
tra le due guerre abbia mai ascoltato
nasce…
in Belgio. Emigrato infatti dalla natìa
Verona,
Giuseppe Lugo scopre la sua voce a Charleroi: partecipa
ad un concorso per cantare all'Opéra-Comique
di Parigi, e resta in questo teatro
per tre
anni come primo tenore. Arriva in Italia
alla chetichella, cantando
Tosca a Bologna nel dicembre 1936: a gennaio 1937,
cioè ad un solo mese di distanza, è
il cantante
più ricercato d'Italia, il più celebre,
il
più osannato. Le sue arie da Tosca e La Bohème fanno venir giù i teatri dagli applausi,
e a Roma addirittura si infrange la
ferrea
regola del divieto del "bis".
La sua carriera dura pochi anni, ma tutti
fiammeggianti e costellati di successi:
ventimila
spettatori a Verona ricordano ancora
il suo
Rigoletto, la cui recensione critica
occupò
due intere pagine del giornale L'Arena.
Incise
non molti dischi, ma per fortuna girò
alcuni
films famosissimi all'epoca, pieni
zeppi
di canzoni scritte proprio per la sua
voce:
La mia canzone al vento (Vento, vento, portami via con te fu censurata dal Regime e gli autori furono
perseguiti), Cavallino corri e va,
Miliardi
che follia…
La bellezza della voce è anche la caratteristica dei suoi dischi La Voce del Padrone, tecnicamente i migliori da lui incisi negli anni dei trionfi. Si segnala che l'edizione è conclusa da una intervista che il celebre tenore rilasciò negli anni ottanta. Anche qui il libro di circa 200 pagine comprende la biografia (inclusa una parte scritta proprio dal cantante), la cronologia più ampia e dettagliata di qualunque altra in commercio, i repertori, una bella raccolta fotografica, la discografia accuratissima e la filmografia completa e dettagliata. |
| Tutte le incisioni Polydor : cantate in francese ad eccezione delle canzoni col titolo in italiano
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| Tutte le incisioni Grammofono: cantate in italiano ad eccezione dei titoli indicati
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Tutte le incisioni CETRA
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dalle colonne sonore dei films:
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