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“Quando si
apriva il sipario, un’ondata di profumo Arpège invadeva la platea: ci
spendeva una fortuna!”: questa testimonianza diretta da parte di
uno degli innumerevoli spettatori ed ammiratori della Diva Wanda Osiris
introduce benissimo sia l’artista che il suo personale “genere nel
genere” teatrale. Perché Wanda Osiris “soubrette” per
antonomasia, Wandissima per definizione, nel campo della rivista fu
unica. Non per eccezionale bravura o per particolari doti di canto, ma
per l’insolita miscela di una spontaneità e di un modo personalissimo
di atteggiarsi, di truccarsi, di parlare e soprattutto di cantare, e per
il genere di grande e sfarzoso spettacolo che offriva allo spettatore.
Nata
a Roma, dopo aver debuttato nel 1923 a Milano, ove inizia l’attività
nelle rivistine di avanspettacolo, nel 1930 prende il nome fortunato che
la consegnerà alla popolarità, Wanda Osiris. Fra il 1936 ed il
1937/’38 comincia ad apparire in riviste “a grande spettacolo” che
la caratterizzeranno e che non abbandonerà più, anche perché l’anno
successivo incontrerà Erminio
Macario, col quale stringerà un
sodalizio d’arte durevole.
Famosissima
per lo sfarzo dei costumi e la fantasmagoria delle scene quando fuori
del teatro c’era la guerra o la fame del dopoguerra, incise numerosi e
gradevolissimi dischi e grazie al regista Mario Mattoli registrò alcuni
film che la ritraggono in scena nelle canzoni più accattivanti.
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