Perché un nuovo CD dedicato a Claudio Villa? Non
bastano forse quelli innumerevoli ed innumerabili già pubblicati sotto
una serie sterminata di etichette quasi sempre assolutamente
sconosciute, nate e morte per l’occasione?
Forse no, a meno che non ci sia un motivo di
qualità particolare, di quella qualità che ora comincia ad essere
necessario introdurre per formulare qualsiasi tipo di giudizi tecnici,
artistici o storici e che rappresenta la parte principale del nostro
lavoro: infatti, a ben guardare, i titoli presentati sul mercato sono
per quanto tantissimi sempre quelli, girati in un modo o in un altro,
rivoltati, messi prima in un ordine poi in un altro, per lo più
materialmente e vilmente copiati l’uno dall’altro. Per niente curati
sotto l’aspetto editoriale (spesso fuori tono, più acuti per essere più
brillanti e sfondatimpani) tutti questi CD non godono neppure di due
righe biografiche o di presentazione, che indichino almeno il periodo in
cui le registrazioni furono realizzate, oppure grosso modo la
provenienza delle stesse: nulla, tranne una foto o due in copertina o
l’elenco dei titoli (esatti?) dietro.
Per quanto ci riguarda, chi ci segue sa che
abbiamo sempre privilegiato nei nostri dischi la presenza della viva
voce dell’artista che racconta di sé, della sua vita e della sua arte.
Con Claudio Villa pare che questo non sia tuttora possibile, perché
malgrado le ricerche più ampie non ci risulta ancora che alcuno abbia
provveduto a fare qualche intervista di questo tipo, anche in via
privata o amichevole, ad eccezione di una, privatissima e ormai mitica,
che servì a Giancarlo Governi per un suo lavoro sul cantante pubblicato
a puntate sul Radiocorriere. Dunque ci si deve accontentare di
quel che c’è: intanto, il fatto che lo stesso cantante presenti alcune
delle canzoni e delle stornellate: non può non risultare importante
sapere dal diretto interessato come e perché ha scelto un motivo invece
di un altro e talvolta perché quello prescelto lo canti in un modo
piuttosto che in un altro. Quando si entra infatti nel mondo della
canzone popolare, tradizionale, quella che tutti conoscono perché
trasmessa oralmente (di madre in figlia soprattutto durante le faccende
domestiche, oppure all’osteria la sera perché questo era il locale più
frequentato dal popolano per via del vino, ma anche per via delle
amicizie e del ritrovarsi insieme per far svanire le fatiche di una dura
giornata di lavoro) i criteri dell’esecutore sono importantissimi ai
fini dell’ascolto più giusto.
Con l’ausilio insostituibile e necessario di
Ettore Geri, abbiamo realizzato questo
Nel settore del disco CD Claudio Villa è forse il
cantante più sfruttato per selezioni di vario genere, ma che poi ad un
controllo più attento risultano in realtà essere composti da canzoni
romanesche o napoletane classiche e non , stornelli a botta e risposta,
canzoni italiane celebri e / o presentate ai vari Festival di Sanremo. A
conrtarle bene, si tratterà di non più di un centinaio di titoli,
combinati insieme da chissà quale criterio di scelta, che comunque è
spesso lontano, molto lontano dal discorso della qualità.
D’altra parte il pubblico degli amatori di
questo artista è da mezzo secolo esatto fedele al suo mito in un certo
modo, ne ama alla follìa certe esecuzioni e dunque purché il disco possa
ricordargli soprattutto la sua voce e le canzoni della sua Roma va tutto
bene. A tutto c’è un limite, si diceva una volta: ma dopo aver preso in
mano un CD di qualche anno addietro contenente solamente una dozzina
almeno - dico una dozzina – di stornelli romaneschi cantati da Villa,
francamente credo che la spudoratezza di certe etichette non conosca
neppure l’esistenza di questo limite. E se pensate che stia esagerendo,
provate a far mente locale sull’ascolto di dodici stornelli uno dopo
l’altro, per almeno un’ora di patimento effettivo: che ne dite, allora?
Ma ripeto che credo sia questo il Villa che il
pubblico ricorda e vuole ancora oggi: penso così che non mi sarà facile
convincere i miei amici e Soci che in realtà Villa quando voleva cantare
cantava sul serio, con una tecnica spettacolosa e nel suo genere forse
completa, e che anche per lui l’età cominciò a far valere i propri
diritti al momento giusto, intorno al 1970, quando cominciò ad
abbandonare certe raffinatezze (le smorzature, gli abbellimenti sul
fiato, il piano ed il mezzoforte…) per far intendere a
tutti gli amici …e nemici… meglio e a tutto volume che la sua voce era
sempre al proprio posto, come prima, più di prima. Anche se non era più
proprio così.
Il nostro CD illustrativo ha un pregio unico: la
presenza delle primissime registrazioni sopravvisstute (anche in forma
molto precaria per l’ascolto) realizzate da Claudio Villa per la RAI con
l’orchestra diretta dal suo maestro Ferroni, addirittura nel
lontanissimo 1946!
|