Nei primi quarant'anni di questo secolo,
l'opera lirica costituiva certamente la forma
di spettacolo più seguita e popolare non
solo nelle grandi città, ma soprattutto nei
centri minori: per moltissimi paesi l'appuntamento
con la stagione operistica formata da una
o due o al massimo tre rappresentazioni costituiva
l'avvenimento mondano e insieme culturale
più importante dell'anno, quello al quale
nessuno si sarebbe sognato di mancare per
poi discuterne per i restanti undici mesi.
Naturalmente frequentate da una fauna di
cantanti non proprio di prim'ordine, queste
stagioni brillavano però spessissimo della
luce smagliante di alcuni Divi (Giuseppe
Taccani, Tito Schipa, Giovanni Malipiero, Carlo Tagliabue e altri a Chioggia; Beniamino Gigli, Mario Basiola, Toti Dal Monte, Mariano Stabile e altri ad Adria; e indimenticabile resta
la notazione di Marinuzzi "la Pampanini a Pecugnaga…Ma dove sta Pecugnaga?"), e comunque rivelano oggi una vitalità
senza pari unita ad una attenzione notevole
per la scelta delle opere da mettere in cartellone
e allo svolgere naturale degli eventi artistici.
Già nella storia dell'architettura, molti
dei piccoli teatri sette-ottocenteschi dell'alta
Italia stanno lentissimamente tornando a
nuova vita: i rilevanti costi di ripristino
si scontrano con quelli ancora più impegnativi
della gestione attiva con un futuro certamente
più indirizzato verso la prosa che non verso
la musica teatrale. Ma intanto le ricerche
storiche sulle trascorse attività ci hanno
portato almeno ad avere la completezza della
cronologia, e talvolta gli Assessorati alla
Cultura sono andato oltre: quelli di Adria
e di Chioggia ci hanno commissionato la realizzazione
di un CD che trasmetta ai posteri non solo
le notizie storico-musicali nella loro totalità
e integrità, ma anche il suono materiale
delle voci che cantarono nei loro teatri
e partire dagli inizi della storia della
registrazione su disco, cioè da ben prima
dell'anno 1900.
Oltre alle conferme di Gigli o Schipa, il cultore della vocalità melodrammatica
e il collezionista di cui parlavamo all'inizio
troveranno in questi due CD alcune scoperte
di grande interesse, come le voci di Linda Brambilla, Anna Gramegna o Lina Lanza, che si cimentano discograficamente nel
loro più usuale repertorio eseguito anche
ivi.
CLAMA CD-32 e CD-33 inaugurano così una serie che speriamo si
allarghi ancora, per una migliore e più precisa
conoscenza del nostro passato musicale. I
libretti di 40 pagine ognuno contengono la
storia, la cronologia teatrale dettagliatissima,
i repertori dei vari teatri di Chioggia (curato
dal consueto Paolo Padoan) e di Adria (al quale ha provveduto con
grande puntualità il maestro Leopoldo Mosca), e brevi profili biografici dei vari artisti
presenti nei due dischi. |