| Quella di Luciano NERONI è una figura che rientra certamente fra
le più neglette della lirica italiana. Pochi
si ricordano di lui, e il suo nome non è
compreso in alcuna delle importanti enciclopedie
musicali. Pure, insieme a Giacomo Vaghi fu il trait-d'union tra la "vecchia guardia" della
corda di basso e le nuove glorie rappresentate
da Nicola Rossi Lemeni e Cesare Siepi. Nato a Ripatransone nel 1909, partecipò
allo stesso concorso del Maggio Musicale
Fiorentino nel quale emerse prepotentemente
la personalità vocale di Giulio Neri. Come si sa, il basso è condannato a poche
parti principali e ad una pletora di parti
secondarie: anche discograficamente il repertorio
è ben circoscritto ad una limitata serie
di arie e romanze. Ma Neroni ebbe dalla sorte
la voce di basso più gradevole che si conosca
nell'ascolto fonografico: e così i bellissimi
dischi da lui incisi per la Cetra rimasero
in catalogo fino alla fine della produzione
di tale genere di supporto. E se non avesse
inciso l'addio di Wotan in lingua italiana, certamente la sua registrazione
avrebbe fatto concorrenza a quelle degli
artisti più celebrati in lingua tedesca.
Suddivisa in due CD, la sua discografia è
completamente riproposta nella veste migliore:
il libretto del primo contiene in 36 pagine
ricche di fotografie la sua biografia e la
dettagliatissima cronologia, mentre quello
del secondo riporta l'accuratissima discografia. |