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Nata
nel 1927 ad Arzignano, studia a Firenze nell’ambito della scuola dei
giovani del teatro Comunale. Debutta a Spoleto con
Franco Corelli: qui è
la sua Carmen, ma poi altrove e spesso sarà la sua Azucena, il ruolo che
più degli altri la caratterizzerà nell'arco di una lunga carriera e col
quale sarà a fianco anche del Manrico per antonomasia, cioè
Giacomo Lauri
Volpi, quando egli darà al t. dell’Opera – con lei e con la
Mancini – il
suo addio alle scene romane. Non conosciuta discograficamente (un suo
Andrea Chénier per la Remington non è neppure arrivato in Italia, e
non se ne conoscono che rarisime copie ottenute se non per le solite,
anonime strade del collezionismo), e dunque oggi quasi dimenticata, rivela
in questo CD di aver avuto in mano tutte quelle armi vocali che il vero
mezzosoprano deve possedere per poter emergere e restare sulla cresta
dell'onda. D'altra parte nessuno che abbia superato i cinquant'anni può
dire di non averla sentita e di non ricordarla, spesso accanto a Corelli,
come già detto, ma anche accanto a Labò, Bergonzi (persino a Tokio in
alcune fortunatissime tournée), Penno, all'ultimo
fiammeggiantissimo Lauri Volpi già citato... Nell’arco di una carriera
quasi trentennale e con un repertorio malgrado tutto piuttosto ampio, si è
esibita in tutti i teatri importanti d’Italia, preferendoli alle scritture
all’estero, poco frequentato, dunque, per sua natura. Il nostro è l’unico
disco che presenti questa brava e modesta cantante: non ce ne sono stati
prima del nostro e non ce ne saranno dopo. Naturalmente la parte del leone
la fa anche qui Azucena, ed il resto è sullo stesso alto livello. La
cantante racconta in prima persona parte della sua vita tra un brano
d'opera e l'altro, nell'unica intervista con lei che si conosca. La
rivista include la sua biografia, la cronologia e la discografia
dettagliatissime, oltre a molte rare ed interessanti fotografie. |