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Nato nel 1921, ossia subito dopo la fine della
Grande Guerra, proprio per questo Ferdinando Buscaglione potrebbe avere
soltanto sviluppato i geni del rinnovamento e della modernizzazione che
il termine del conflitto aveva posto in essere anche nel campo della
musica decretando la fine della cosiddetta Belle Époque e che certamente
madre e padre gli avevano trasmesso come una specie di particolarissima
“tara ereditaria”.
Si dedica subito al jazz, quello
italiano, molto sentito però musicalmente piuttosto poverello (quanto,
lo constaterà di persona durante la seconda guerra, quando ascolterà i
soldati americani che il suo gruppo forse avrebbe voluto sfidare) e già
in giovane età fonda gli Asternovas che attraverso alcuni
cambiamenti, scioglimenti e rinascite arriveranno fino a noi.
È a partire appunto dagli anni di guerra che
cerca di sfondare col suo gruppo e la sua musica, ma solo l’incontro con
Leo Chiosso gli fornirà la chiave del successo vero, mettendolo in grado
di anticipare Modugno e la sua rivoluzione, anche se soltanto nel
settore della musica da night club. Poi tutto accadrà in gran
fretta, molto velocemente, troppo velocemente: ormai popolarissimo
morirà nello schianto della sua automobilona americana contro un camion
di blocchetti di tufo praticamente quasi fermo in una strada del centro
di Roma, mettendo brutalmente fine ad appena un lustro di notorietà e
consegnando alla storia la sua immagine tuttora molto utilizzata da
altri gruppi ed esecutori anche teatrali di ogni genere, come pare
essere destino dei miti.
Incise dapprima per La Voce del Padrone su
dischi a 78 giri di interessante rarità, poi passò decisamente alla
CETRA che diffuse i suoi motivi ovunque, come più davvero non si
poteva: nel CD illustrativo che accompagna la nostra rivista sono
presenti all’inizio tre esempi del “Buscaglione primo stile”, impegnato
in esecuzioni di quella musica tanto in voga tra i complessi dei più
noti locali notturni. Il “Buscaglione secondo stile” ben conosciuto da
tutti noi è rappresentato da una decina di dischi CETRA poco
diffusi anche in LP e per nulla in CD. Altri quattro motivi sono tratti
direttamente dalla colonna sonora di uno dei film da lui girati. La
celebre versione di Whisky facile eseguita in televisione a Il
Musichiere di Mario Riva conclude il settore delle sue esecuzioni:
pur essendo conosciuta, abbiamo voluto compararla con la stranota
edizione commerciale, secondo noi a tutto svantaggio di quest’ultima.
Ma Buscaglione non fu soltanto bambole, pugni,
duri di Chicago e whisky facile: fu anche un talentuoso musicista che
compose innumerevoli canzoni poi utilizzate da altri colleghi: è storico
come la sua carriera vicino alla radio sia cominciata con il disco a 78
giri del suo motivo Tchumbala Bey fermamente voluto dall’amico
Gino Latilla, che lo incise, e che tutti noi abbiamo cantato senza
sapere che fosse il suo! Così, abbiamo concluso le 28 tracce di questo
CD con alcune composizioni di Buscaglione eseguite da altri cantanti
italiani celebri del suo periodo (senza mancare la versione al femminile
di Lontano da te), ma anche di estrazione d’oltreoceano come
Frankie Laine e
Tony Williams; un posto a parte occupa infine la canzone
che il nostro musicista presentò al Festival di Sanremo del 1958 in un
provino cantato da Gino Latilla e che gli fu inopinatamente bocciata.
Nelle 52 pagine della rivista troverete infine
una bella e ampia biografia, alcune fotografie di tipo famigliare e una discografia dettagliata come al solito, con la riproduzione di parecchie
rare copertine di dischi a 45 giri e 45EP. |